Activation lock di Apple: un problema ambientale

Se mi segui probabilmente lo sai già: sono un ecologista attento agli sprechi (ho una piccola rubrica dedicata al riutilizzo di PC e cellulari). Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo che ha portato alla luce un problema non da poco: l’activation lock di Apple sta rendendo inutilizzabili centinaia di ottimi portatili, provocando anche un impatto ambientale non indifferente.

Alcuni PC portatili resi inutilizzabili dall'activation lock di Apple

Cos’è questo activation lock di Apple? È la soluzione ad un problema che esiste da tempo: i furti dei dispositivi Apple. Gli iPhone, in particolare, sono tra i bersagli preferiti dai ladri perché sono piccoli, valgono tanto e sono facili da rivendere. “Activation lock” vuol dire “blocco di attivazione” e, per citare la pagina ufficiale Apple, grazie ad esso “il dispositivo rimane protetto anche se si trova in mani sbagliate […]. Il blocco di attivazione può continuare a impedire ad altre persone di riattivarlo senza la tua autorizzazione“.

Come funziona questo blocco di attivazione? Semplice: devi configurare l’app “dov’è“, che consente di tenere traccia del luogo in cui si trova il tuo dispositivo. Se lo smarrisci, puoi sempre visualizzare la sua posizione su una mappa (se esso è collegato ad internet), con una precisione abbastanza accurata. Se il tuo dispositivo viene rubato, puoi impostare il blocco di attivazione: esso verrà reso inutilizzabile fin quando non rimuoverai il blocco.

Una schermata dell'app "Dov'è"

Qual è il problema? Molti rivenditori di dispositivi Apple usati non sanno che esiste il blocco di attivazione. Se acquisti, ad esempio, un iPhone di seconda mano, potrebbe esserti richiesto di inserire la password dell’ID Apple del precedente proprietario. Ma il vero problema è rappresentato dai computer aziendali. Molte aziende li sostituiscono ogni 3 o 5 anni, e non hanno tempo (o voglia) di rivendere singolarmente i vecchi computer: li cedono in blocco ad altre aziende che li ricondizionano per poi rivenderli.

La nota rivista Vice ha menzionato in un articolo alcuni rivenditori costretti a buttare via degli ottimi MacBook del 2020, perché non riuscivano ad eliminare il blocco di attivazione. L’unica soluzione possibile sarebbe far rimuovere i blocchi da Apple, che però non offre il giusto supporto. Ed allora l’unico modo è buttarli via, con un impatto ambientale considerevole visto che si tratta di componenti che contengono materiali tossici e cancerogeni. Apple dovrebbe urgentemente pensare ad un modo diverso di gestire l’activation lock.

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