Cosa aspettarsi dall’intelligenza artificiale

Mi hanno chiesto se le intelligenze artificiali possano avere autonomia, capacità di giudizio e capacità di comprensione pari al cervello umano. È una domanda alla quale è difficile rispondere. Cosa aspettarsi dall’intelligenza artificiale? Molti la trovano inquietante o pericolosa. Vediamo di capire meglio di cosa si tratta.

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L’intelligenza artificiale è un programma (o meglio un algoritmo, cioè una sequenza di passaggi da seguire per compiere una determinata operazione), in grado di svolgere compiti che normalmente sarebbero di esclusivo appannaggio dell’essere umano. Ad esempio, due intelligenze artificiali possono essere messe in competizione tra loro per generare volti iper realistici. In Giappone, durante la pandemia da COVID, le intelligenze artificiali sono state usate per diagnosticare la malattia e per sondare le testate giornalistiche straniere: grazie ad esse, i giapponesi sono riusciti a prevedere la pandemia ben prima di noi.

Non è facile stabilire cosa aspettarsi dall’intelligenza artificiale: la tecnologia non è ancora abbastanza matura. Vediamo però di capire qual è lo stato attuale delle nostre conoscenze, facendo una carrellata dei concetti legati all’intelligenza artificiale.

  • Nel 1943 venne ipotizzato il primo neurone artificiale
  • Nel 1950 venne sviluppato il concetto di “rete neurale”: un insieme di collegamenti tra neuroni artificiali
  • Il “machine learning” (apprendimento automatico) è un insieme di metodi che consentono alle macchine di imparare dai propri errori
  • Il “deep learning” (apprendimento profondo) è un machine learning in cui la macchina è in grado di imparare basandosi anche su calcoli statistici

Le reti neurali, allo stato attuale delle nostre conoscenze, hanno diversi limiti:

  • Quando una rete neurale compie in modo corretto determinate operazioni, non siamo in grado di capire come abbia fatto né di capire se la soluzione trovata sia ottimale
  • Alcuni problemi non sono risolvibili dalle intelligenze artificiali, per via di alcune limitazioni intrinseche dei computer che le eseguono

Secondo me non arriveremo mai a sviluppare un’intelligenza artificiale che agisca esattamente come un cervello umano. I computer sono macchine programmate per eseguire operazioni matematiche in modo molto veloce. Non hanno sentimenti, non provano emozioni. Inoltre sono pensate per eseguire compiti molto specifici e servire l’uomo, non certo per danneggiarlo. A mio parere non c’è nulla di cui spaventarsi.

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