Creare cartoni che non esistono

Ho ricevuto un commento via TikTok alla cosa di computer in cui esamino un sito che crea volti che non esistono. Mi si fa notare come questo servizio esista da tempo e come esista un servizio simile per creare cartoni che non esistono. Non ne ero a conoscenza e la cosa mi ha incuriosito. Il sito si chiama “this anime does not exist“. Tradotto, vuol dire “questo anime non esiste”, ed “anime” è una parola giapponese che può essere tradotta in italiano con “cartone animato”.

Creare cartoni che non esistono

Quando si visita il sito, ci si trova di fronte ad una serie di immagini di cartoni animati che fluttuano.

Creare cartoni che non esistono - Home page del sito thisanimedoesnotexist.ai

In basso compare anche un riquadro con delle scritte e dei link. C’è una leva che consente di velocizzare o rallentare la velocità di scorrimento. Ce n’è un’altra che consente di modificare il “tasso di creatività”, che però avverte: “un alto tasso di creatività dice all’intelligenza artificiale di essere più creativa e dettagliata, ma anche più confusa e strana”. Seguono dei link ad alcuni articoli approfonditi che descrivono esattamente come funziona il tutto.

Creare cartoni che non esistono - Testo informativo in fondo al sito

Per creare cartoni che non esistono, questo sito usa un’intelligenza artificiale basata su un meccanismo chiamato GAN, sigla che sta per “Generative Adversarial Network”, “rete generativa avversaria”. In cosa consiste? Detta in termini molto spiccioli, consiste di due intelligenze artificiali (due programmi) che competono tra loro per ottenere il miglior risultato per una certa operazione, in questo caso generare un anime. I risultati sono ottimi ma non eccezionali: più si alza il livello di creatività e più le immagini diventano “strane”: braccia scollegate, mani e piedi che mancano, eccetera.

Inoltre non è possibile generare un anime “al volo”, al contrario di quello che succede col sito “this person does not exist“: nella pagina delle spiegazioni viene specificato che il progetto è nato con 900 mila immagini ed è ora arrivato a circa il doppio (1 milione e 800 mila).

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