Kasparov VS Deep Blue: storia dello scacco matto al genere umano

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Philadelphia, 1996. L’allora campione mondiale di scacchi, Garry Kasparov, si appresta ad affrontare Deep Blue, un supercalcolatore prodotto da IBM. E’ la prima volta in assoluto che un essere umano sfida a scacchi un computer in una partita ufficiale. Lo scontro Kasparov VS Deep Blue consiste di 6 partite, esattamente come un match classico. Vince chi totalizza più punti: 1 punto per lo scacco matto, mezzo punto per il pareggio, 0 punti per una sconfitta. I giocatori prendono a turni il bianco ed il nero, per assicurare la maggiore equità possibile.

Deep Blue vince la prima partita. Kasparov vince la seconda. Le due successive finiscono in pareggio. La quinta viene vinta da Kasparov. Se Deep Blue vincerà la sesta partita, l’incontro finirà pari. Però perde: il computer non è riuscito a battere l’uomo a scacchi. Nel 1997 la IBM potenzia Deep Blue e viene giocato il secondo match Kasparov VS Deep Blue, stavolta a New York.

Kasparov porta a casa una vittoria alla prima partita. Deep Blue vince la seconda, siamo pari. Le successive 3 partite finiscono pari: il genere umano si gioca tutto nella prtita finale. Kasparov, con grande sorpresa di tutti, perde ed accusa la IBM di aver affiancato degli esseri umani a Deep Blue. La IBM nemmeno si prende la briga di rispondere. Però si gode il ritorno pubblicitario e l’aumento di valore delle proprie azioni.

Come gioca a scacchi un computer? Come un principiante: riesce a valutare un numero enorme di possibili mosse in una frazione di secondo. Per ogni mossa valutata calcola subito anche come potrebbe finire tutta la partita, e sceglie la mossa migliore. Un essere umano invece usa un’arma che un computer non ha: l’intuito ed il feeling con la scacchiera.

Kasparov aveva capito che il modo per battere un computer era spiazzarlo, fare qualcosa che gli impedisse di pianificare una strategia vincente. Ha perso solo perché Deep Blue ha valutato molte più mosse di lui.


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