Riconoscere le fake news

Rispondo ad una richiesta di cosa di computer ricevuta via WhatsApp. Mi si fa una domanda che non c’entra al 100% con l’informatica ma al quale sono comunque in grado di rispondere. Di questi tempi siamo letteralmente inondati di notizie false, visto che tutti usiamo in continuazione i social network. Come ci si può difendere? Come si fa a riconoscere le fake news?

Riconoscere le fake news - Richiesta ricevuta via WhatsApp

Bisogna intanto capire cosa sono le fake news, perché vengono diffuse e che ruolo hanno i social network in tutto questo. Partiamo intanto dal termine: “fake news” significa, letteralmente, “notizie false”. Chi le diffonde? Le fake news vengono costruite ad arte da persone interessate ad avere visibilità o ritorni economici. Le notizie false generano moltissime interazioni (commenti, mi piace e condivisioni), e le interazioni sono molto apprezzate degli algoritmi dei social network, che danno molta più visibilità ai contenuti che hanno molte interazioni.

Perché? Perché il loro scopo è quello di farti restare il più possibile al loro interno, e non c’è nulla di meglio di una bella notizia falsa per farti arrabbiare, spingerti a dire la tua in un commento e, in ultima analisi, a rimanere dentro al social. E più ci resti dentro, più ti verranno mostrati degli annunci pubblicitari. È giusto o sbagliato? Difficile da dirsi: è uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi tempi. Solo di recente Facebook si è adoperata seriamente per cercare di limitare la diffusione di contenuti inappropriati.

Come fare a riconoscere le fake news? A volte non è facile, soprattutto se la notizia riguarda argomenti sensibili come i vaccini, il femminismo e la salute. La cosa migliore da fare (come ci ha suggerito la Dottoressa Lucia Cavallaro quando l’ho intervistata), quando si legge una notizia sensazionale, è chiedersi: “siamo sicuri che questa cosa sia vera? Qual è la fonte?”.

Nella maggior parte dei casi basta cercare su Google la notizia per scoprire subito se essa è vera o falsa. Ci sono infatti dei siti web che catalogano le “bufale”, tra i quali BUTAC (Bufale Un Tanto Al Chilo). Paolo Attivissimo, una persona che ammiro tantissimo perché ho imparato diverse cose leggendo i suoi libri, è un noto “debunker” (“sbufalatore”) che si occupa da anni di smontare le notizie false. Ha un intero blog dedicato a dimostrare che l’attentato alle torri gemelle non è un complotto.

La cosa migliore da fare è assumere sempre che le notizie lette su internet siano false fino a prova contraria, e chiedersi quali siano le fonti di quello che si legge. Insomma: usiamo il cervello!

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