Perché esiste il dark web

Ho ricevuto un commento molto interessante sotto alla cosa di computer che spiega come entrare nel dark web. Mi si chiede perché esiste il dark web, visto che al suo interno si trovano solo cose pressoché illegali. La risposta non è affatto banale.

Commento in cui mi si chiede perché esiste il dark web

Perché esistono le pistole? Sono oggetti che vengono usati per uccidere le persone. Dunque non dovrebbero esistere? Se non ci fossero sarebbe difficile, ad esempio, fermare una persona che sta uccidendo altre persone innocenti. E l’energia atomica, invece? Può essere usata per fabbricare bombe dagli effetti devastanti, ma anche per generare energia elettrica a basso costo in luoghi in cui sarebbe difficile produrla.

Il punto, come ci ha anche spiegato la Dottoressa Anna Vaccarelli nell’intervista che ci ha gentilmente rilasciato, è che non esistono tecnologie “buone” o “cattive” in assoluto: dipende dall’utilizzo che se ne fa. Il Dark Web è un insieme di siti internet pensati per essere visitati in modo anonimo e non rintracciabile. È abbastanza normale, dunque, che fra essi vi siano anche siti che contengono materiale illegale.

Non tutti sanno però che per accedere al Dark Web va usata una rete specifica. La più usata si chiama Tor ed è stata sviluppata dall’MIT, il Massachusetts Institute of Technology, una delle università più importanti del mondo. La rete fu sviluppata dietro richiesta dell’NRL, un ente finanziato dal governo USA. Tor non viene utilizzata solo per ospitare siti illegali ma anche per scopi benevoli: molti giornalisti la usano per aggirare la censura imposta dal loro governo. Solo che fa molto più scalpore presentare il dark web come il ricettacolo della perdizione piuttosto che come una semplice rete anonima.

Ecco dunque spiegato perché esiste il dark web: per dare la possibilità di comunicare in modo sicuro ed anonimo, a prescindere dallo scopo. Inoltre non è vero che non si lavori per impedirne la proliferazione: le informazioni contenute nel dark web sono pubbliche e vengono quasi certamente monitorate in modo costante dalle forze dell’ordine.

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