Laurea in informatica: serve davvero?

Quando faccio lezione agli studenti di informatica o di ingegneria, mi chiedono molto spesso se la laurea in informatica serva davvero per trovare lavoro e diventare programmatori. Intanto va detto che non esistono solo i programmatori, ovvero le persone che si occupano di sviluppare programmi. I ruoli che può andare a ricoprire un informatico sono molteplici. Ad esempio:

  • Analista: scrive dei documenti chiamati “analisi dei requisiti”, che descrivono cosa debba fare un programma (o “sistema software“)
  • Progettista: scrive un progetto basato sull’analisi dei requisiti, che descrive come quel programma funzionerà
  • Programmatore: segue l’analisi ed il progetto per scrivere il codice del programma
Laurea in informatica - Rappresentazione artistica di una laurea in informatica

In Italia purtroppo molto spesso le aziende sono gestite da persone che non hanno alcuna coscienza del fatto che esistano queste figure. Pensano: “informatico = programmatore”. Inoltre in Italia c’è anche la mania (che definirei però meglio col termine “psicosi”) del titolo: se non hai il titolo non sei capace di fare una determinata cosa. Ebbene, in ambito informatico non è così.

Conosco programmatori bravissimi (molto più bravi di me) che non sono laureati. Conosco ingegneri informatici con alle spalle 9 o 10 anni di studio, che si sono poi ritrovati a lavorare in un “reparto IT” che non fa altro che riparare PC ed installare programmi (mansioni che potrebbero essere benissimo svolte da utenti esperti in grado di usare un cacciavite).

Dunque: vale la pena prendere una laurea in informatica? Dipende. La differenza tra un programmatore che ha seguito un corso di Java o Python ed un laureato in informatica sta nel fatto che il laureato, quando programma, generalmente produce software più efficienti, più eleganti e meglio gestibili. Non sempre però un software con queste caratteristiche viene apprezzato da un datore di lavoro.

Ti dico la mia: secondo me conviene sempre laurearsi in qualcosa. Una laurea (presa in qualunque disciplina) aiuta a ragionare meglio e ad aprire la mente. Se però lo scopo è solo programmare o diventare un tecnico di assistenza, e magari non si hanno tempo, voglia e possibilità economiche, allora basta seguire un qualunque corso di formazione.

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