Che vuol dire open source?

Prendo spunto da un commento ricevuto su TikTok: “Un codice open source, per definizione, rispetta maggiormente la privacy”. Che vuol dire open source? Perché i programmi open source rispettano maggiormente la privacy?

Che vuol dire open source? Commento in cui si dice che i programmi open source rispettano meglio la privacy

Un computer è una macchina elettronica programmabile. È “elettronica” nel senso che è costruita con componenti elettronici. È “programmabile” nel senso che puoi “programmarla”, ovvero istruirla a compiere determinate operazioni. Per “programmare” i computer è necessario mettere insieme delle istruzioni. Questi insiemi di istruzioni si chiamano “programmi”. Ad esempio, Microsoft Word è un programma per PC. WhatsApp è un programma per cellulare (abbreviato col termine “app“).

Per essere più precisi, gli insiemi di istruzioni si chiamano “sorgenti”. Questi devono essere scritti in un linguaggio comprensibile dai computer, che si chiama “linguaggio di programmazione”. Ne esistono moltissimi tipi. Per eseguire un programma, è necessario che il computer ne “interpreti” il codice sorgente. In alcuni casi però serve un passaggio aggiuntivo: il sorgente va prima “compilato” (“tradotto”) in un linguaggio “intermedio”, per poi essere eseguito direttamente dal computer.

Alcuni programmi sono “a sorgente aperto” (“open source”, in inglese): vuol dire che i sorgenti sono pubblici e consultabili da chiunque. Un esempio di software a sorgente aperto è Android, il più diffuso sistema operativo per cellulari. Anche Linux (abbreviazione di “GNU/Linux”) è a sorgente aperto: è per questo che ne esistono migliaia di “distribuzioni” (versioni) diverse.

Nella cosa di computer in cui esamino il sorgente dell’app Immuni, ho potuto verificare come essa fosse assolutamente sicura. Essa è nata come app open source proprio per rassicurare gli utenti sulla sua affidabilità. Il problema però è che pochi sanno cosa sia un sorgente, quindi molti non si sono comunque fidati (poco male visto che tanto l’app non ha mai davvero funzionato).

Il fatto che un software sia open source non ne garantisce di per sé la sicurezza. Garantisce però l’assoluta trasparenza: chi pubblica un programma open source non ha nulla da nascondere. Tanto per capirci, non sappiamo esattamente come Google, Apple e Microsoft gestiscano i nostri dati personali, visto che il grosso dei loro sistemi (o perlomeno le parti che riguardano il trattamento dei dati personali) è a “sorgente chiuso” (“closed source”).

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